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Contrattazione integrativa d'Istituto
- Creato il 04/12/2014 12:46:00 da LOMBARDI BRIGIDA

CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA D’ISTITUTO a.s. 2014/2015
Norme relative ai diritti e alle relazioni sindacali a livello di singola istituzione scolastica.
D.L.vo 03.02.1993, n. 29 e successive modificazioni ed integrazioni.
C.C.N.L. 1995 per le parti non modificate e non integra te e quindi vigenti.
D.L.vo 31.03.1998, n. 80 e successive modificazioni ed integrazioni.
D.P.R. n° 394/88 - art. 3
Legge n° 300/1970 “Statuto dei lavoratori”.
Contratto scuola relativo a l biennio economico vigente.
C.C.N.L. relativo al quadriennio normativo 2006/2009 art. 6 del personale del comparto “scuola”.
CCNL del 26.5.1999- art 6. comma 5
D.L.112/08.
L’anno 2014, il giorno ventisette del mese di novembre alle ore 11.00, presso l’Istituto
Comprensivo “Bersagliere Urso” di Favara (AG), in sede di negoziazione integrativa a livello di
istituzione scolastica di cui all’art. 6 del CCNL, tra la delegazione di parte pubblica, nella persona
del Dirigente Scolastico Prof.ssa Brigida Lombardi e la delegazione sindacale composta dalla RSU
Salvatore Cassaro (CISL), Giuseppa Scariano (CISL), per la parte sindacale il prof. Angelo Amato
(SNALS) è sottoscritto il seguente contratto integrativo per la regolamentazione delle relazioni
sindacali ai sensi dell'’art. 6, del CCNL 2006/2209.
Premessa
Le relazioni sindacali sono improntate al preciso rispetto dei diversi ruoli e responsabilità del
Dirigente Scolastico e della RSU, e perseguono l’obiettivo di incrementare la qualità del servizio
scolastico, sostenendo i processi innovatori in atto anche mediante la valorizzazione delle
professionalità coinvolte, contemperando l’interesse dei dipendenti al miglioramento delle
condizioni di lavoro e alla crescita professionale con l’esigenza di incrementare l’efficacia e
l’efficienza dei servizi prestati alla collettività. La correttezza e la trasparenza dei comportamenti
sono condizione essenziale per il buon esito delle relazioni sindacali, costituendo quindi impegno
reciproco delle Parti contraenti.
TITOLO PRIMO – DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 1 – Campo di applicazione, decorrenza e durata
1. Il presente contratto si applica a tutto il personale docente ed ATA dell’istituzione scolastica:
Istituto Comprensivo “ Bersagliere Urso” di Favara.
2. Il presente contratto dispiega i suoi effetti per l’anno scolastico 2014/2015
3. Il presente contratto, qualora non sia disdetto da nessuna delle parti che lo hanno sottoscritto
nell’arco di tempo che va dal 15 luglio al 31 agosto, resta temporaneamente in vigore,
limitatamente alle clausole effettivamente applicabili, fino alla stipulazione del successivo
contratti integrativo.
4. Il presente contratto è modificabile in qualunque momento a seguito di accordo tra le parti.
Art. 2 – Interpretazione autentica
1. Qualora insorgano controversie sull’interpretazione del presente contratto, la parte interessata
inoltra richiesta scritta all’altra parte, con l’indicazione delle clausole che è necessario
interpretare.
2. Le parti si incontrano entro i dieci giorni successivi alla richiesta, di cui al comma 1, per
definire consensualmente l’interpretazione delle clausole controverse. La procedura si deve
concludere entro quindici giorni.
3. Nel caso in cui si raggiunga l’accordo, questo ha efficacia retroattiva dall’inizio della vigenza
contrattuale.
TITOLO SECONDO - RELAZIONI E DIRITTI SINDACALI
CAPO I - RELAZIONI SINDACALI
Art. 3 - Convocazioni
Gli incontri sono convocati dal Dirigente Scolastico, anche su richiesta della RSU, almeno 3 giorni
prima degli incontri.
Il Dirigente Scolastico fornisce la relativa documentazione prima dell’incontro.
La RSU potrà essere assistita durante la contrattazione e/o il confronto sindacale da personale
esperto dei problemi oggetto dell’incontro.
Al termine degli incontri verrà stilato un verbale, con l’annotazione delle singole posizioni, su
apposito registro, sottoscritto dalle parti.
Degli accordi raggiunti, sarà data informazione a tutto il personale attraverso affissione all’albo.
Art. 4 – Obiettivi e strumenti
1. Il sistema delle relazioni sindacali si articola nelle seguenti attività:
a. Contrattazione integrativa
b. Informazione preventiva
c. Informazione successiva
d. Interpretazione autentica, come da art. 2.
2. In tutti i momenti delle relazioni sindacali, le parti possono usufruire dell’assistenza di esperti di
loro fiducia, senza oneri per l’Amministrazione.
Art. 5- Oggetto della contrattazione integrativa
1. La contrattazione collettiva integrativa d’istituto si svolge sulle materie previste dalle norme
contrattuali di livello superiore, purché compatibili con le vigenti norme legislative imperative.
2. La contrattazione collettiva integrativa di istituto non può prevedere impegni di spesa superiori
ai fondi a disposizione dell’istituzione scolastica. Le previsioni contrattuali discordanti non sono
efficaci e danno luogo all’applicazione della clausola di salvaguardia di cui all’articolo 48,
comma 3 del d.lgs. 165/2001.
3. Costituiscono oggetto del presente contratto le seguenti materie, in accordo con le previsioni del
vigente CCNL indicate accanto ad ogni voce:
a. criteri e modalità di applicazione dei diritti sindacali, nonché determinazione dei
contingenti di personale previsti dall’accordo sull’attuazione della legge 146/1990,
modificata e integrata dalla legge 83/2000 (art. 6, co. 2, lett. j);
b. attuazione della normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro (art. 6, co. 2, lett. k);
c. criteri per la ripartizione delle risorse del fondo d’istituto e per l’attribuzione dei compensi
accessori, ai sensi dell’art. 45, comma 1, del d.lgs. 165/2001, al personale docente ed ATA,
compresi i compensi relativi ai progetti nazionali e comunitari (art. 6, co. 2, lett. l);
d. compenso per i docenti titolari di funzioni strumentali al POF (art. 33, co. 2);
e. compenso per i docenti individuati dal dirigente quali suoi collaboratori (art. 34, co. 1);
f. modalità di retribuzione delle prestazioni del personale ATA eccedenti l’orario di servizio,
purché debitamente autorizzate dal Dirigente (art. 51, co. 4);
g. indennità e compensi relativi alle diverse esigenze didattiche, organizzative, di ricerca e di
valutazione e alle aree di personale interno alla scuola (art. 88, cc. 1 e 2).
Art. 6 – Informazione preventiva
1. Sono oggetto di informazione preventiva le seguenti materie:
a. proposte di formazione delle classi e di determinazione degli organici della scuola;
b. piano delle risorse complessive per il salario accessorio, ivi comprese quelle di fonte non
contrattuale;
c. criteri di attuazione dei progetti nazionali, europei e territoriali;
d. criteri per la fruizione dei permessi per l’aggiornamento;
e. utilizzazione dei servizi sociali;
f. criteri di individuazione e modalità di utilizzazione del personale in progetti derivanti da
specifiche disposizioni legislative, nonché da convenzioni, intese o accordi di programma
stipulati dalla singola istituzione scolastica o dall'Amministrazione scolastica periferica
con altri enti e istituzioni;
g. tutte le materie oggetto di contrattazione.
2. Sono inoltre oggetto di informazione le seguenti materie:
a. modalità di utilizzazione del personale docente in rapporto al piano dell’offerta formativa e
al piano delle attività e modalità di utilizzazione del personale ATA in relazione al relativo
piano delle attività formulato dal DSGA, sentito il personale medesimo;
b. criteri riguardanti le assegnazioni del personale docente, educativo ed ATA alle sezioni
staccate e ai plessi, ricadute sull'organizzazione del lavoro e del servizio derivanti
dall'intensificazione delle prestazioni legate alla definizione dell’unità didattica. Ritorni
pomeridiani;
c. criteri e modalità relativi alla organizzazione del lavoro e all’articolazione dell’orario del
personale docente, educativo ed ATA, nonché i criteri per l’individuazione del personale
docente, educativo ed ATA da utilizzare nelle attività retribuite con il fondo di istituto.
3. Il Dirigente fornisce l’informazione preventiva alla parte sindacale nel corso di appositi incontri,
mettendo a disposizione anche l’eventuale documentazione.
Art. 7 – Informazione successiva
1. Sono oggetto di informazione successiva le seguenti materie:
a. nominativi del personale utilizzato nelle attività e progetti retribuiti con il fondo di istituto;
b. verifica dell’attuazione della contrattazione collettiva integrativa d’istituto sull’utilizzo
delle risorse.
CAPO II - DIRITTI SINDACALI
Art. 8 - Bacheca sindacale
Il Dirigente Scolastico assicura la predisposizione di una bacheca riservata all’esposizione di
materiale sindacale, in collocazione idonea, concordata con la RSU, in ciascun plesso scolastico.
La RSU ha diritto di affiggere, nelle suddette bacheche, materiale di interesse sindacale e del
lavoro, in conformità alla legge sulla stampa e senza preventiva autorizzazione del Dirigente
Scolastico.
Stampati i documenti da esporre nelle bacheche possono essere inviati anche direttamente dalle
OO.SS. provinciali e/o nazionali.
Il Dirigente Scolastico assicura la tempestiva trasmissione alla RSU del materiale a loro indirizzato
ed inviato per posta, per fax o per e-mail.
Art. 9 – Permessi retribuiti e non retribuiti
1. Spettano alla RSU permessi sindacali retribuiti in misura pari a 25 minuti e 30 secondi per ogni
dipendente in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato. All’inizio dell’anno
scolastico, il Dirigente provvede al calcolo del monte ore spettante ed alla relativa
comunicazione alla RSU.
2. I permessi sono gestiti autonomamente dalla RSU, con obbligo di preventiva comunicazione al
Dirigente con almeno due giorni di anticipo.
3. Spettano inoltre alla RSU permessi sindacali non retribuiti, pari ad un massimo di otto giorni
l’anno, per partecipare a trattative sindacali o convegni e congressi di natura sindacale. La
comunicazione per la fruizione del diritto va inoltrata, di norma, tre giorni prima
dall’organizzazione sindacale al Dirigente.
Art. 10 - Agibilità sindacale
Alla RSU è consentito di comunicare con il personale durante l’orario di servizio, per motivi di
carattere sindacale.
Per gli stessi motivi, alla RSU è consentito l’uso gratuito del telefono, del fax, e della fotocopiatrice,
nonché l’uso del personal computer con eventuale accesso a posta elettronica e reti telematiche e di
tutti gli strumenti ed attrezzature presenti nella scuola.
Alla RSU viene assegnato un locale idoneo per riunioni ed incontri.
Art. 11 - Patrocinio e diritto di accesso agli atti
La RSU ha diritto di accesso agli atti della scuola sulle materie di informazione preventiva e
successiva. Il rilascio di copia degli atti avviene senza oneri e, di norma, entro tre giorni dalla
richiesta.
La RSU ed i sindacati territoriali, su delega degli interessati, al fine della tutela loro richiesta, hanno
diritto di accesso agli atti secondo le norme vigenti.
La richiesta di accesso agli atti di cui ai commi precedenti può avvenire anche verbalmente o, su
richiesta dell’Amministrazione Scolastica, in forma scritta.
Art. 12 - Assemblee sindacali
La dichiarazione individuale e preventiva di partecipazione alle assemblee, espressa in forma scritta
dal personale che intende parteciparvi durante il proprio lavoro di servizio, fa fede ai fini del
computo del monte ore annuo individuale ed è irrevocabile.
I partecipanti alle assemblee non sono tenuti ad apporre firme di presenza, né ad assolvere altri
ulteriori adempimenti.
Quando siano convocate assemblee che prevedano la partecipazione del personale ATA, il
Dirigente Scolastico si atterrà all’intesa raggiunta con la RSU sull’individuazione del numero
minimo di lavoratori necessario per assicurare i servizi essenziali alle attività indifferibili
coincidenti con l’assemblea.
Le assemblee sindacali sono convocate:
 singolarmente o congiuntamente da una o più organizzazioni sindacali rappresentative nel
comparto, ai sensi dell’art.1, comma 5, del CCNQ del 9 Agosto 2000 sulle prerogative sindacali;
 dalla RSU nel suo complesso e non dai singoli componenti, con le modalità dell’art. 8, comma 1
dell’accordo quadro sulla elezione delle RSU del 7 Agosto 1998;
 dalla RSU congiuntamente con una o più organizzazioni sindacali rappresentative del comparto
ai sensi dell’art.1, comma 5, del CCNQ del 9 Agosto 2000 sulle prerogative sindacali.
Nelle assemblee in cui è coinvolto anche il personale ATA se l’adesione è totale il Dirigente
Scolastico e la RSU verificano prioritariamente la disponibilità dei singoli, stabiliscono i nominativi
di quanti sono tenuti ad assicurare i servizi relativi alle attività indispensabili ed indifferibili
coincidenti con l’assemblea, concordano già in questa sede la quota di 1 (uno) assistente
amministrativo per quanto riguarda la segreteria e di 1 (uno) collaboratore scolastico per ciascun
plesso per la vigilanza agli ingressi. Il Dirigente Scolastico e il Direttore dei SGA verificheranno
prioritariamente la disponibilità dei singoli e procederanno successivamente, con ordine di servizio,
seguendo un criterio di rotazione fra il personale.
Il personale ha diritto a partecipare, durante l’orario di lavoro, ad assemblee sindacali per
complessive 10 ore annue e per ciascun anno scolastico, su richiesta delle OO.SS. e/o dalla RSU
nella sua collegialità.
Per il personale docente sono indette nelle prime due ore e/o ultime due ore di lezione, per il
personale ATA possono essere indette anche nelle ore intermedie del servizio scolastico, alle
condizioni previste successivamente.
La convocazione dell’assemblea, la durata, la sede sono rese note al DS dai soggetti sindacali
promotori almeno 6 giorni prima.
Il DS, per le assemblee in cui è coinvolto il personale docente, sospende le attività didattiche delle
sole classi i cui docenti hanno dichiarato di partecipare all’assemblea, avvertendo le famiglie
interessate, il personale che non partecipa all’assemblea svolge il normale orario di servizio previsto
per la giornata a carico di ognuno con eventuali adattamenti da comunicare, se possibile, con al
meno 24 ore di anticipo. Non possono essere svolte assemblee sindacali in ore concomitanti con lo
svolgimento degli scrutini finali. La durata di ogni assemblea d’istituto non può essere inferiore ad
un’ora né superiore a due ore. Nel caso di assemblee tenute all'interno dell'istituto ai docenti sarà
consentito lasciare le classi cinque minuti prima dell'inizio dell'assemblea. In caso di assemblee
territoriali al personale sarà consentito lasciare le classi in tempo utile per raggiungere la sede
dell'assemblea, considerati i tempi di percorrenza.
Art. 13 – Scioperi
Il Dirigente Scolastico, al fine di assicurare le prestazioni indispensabili in caso di sciopero, valutate
le necessità derivanti dalla posizione del servizio e dall’organizzazione dello stesso, individua i
seguenti contingenti necessari ad assicurare le prestazioni indicate nell’art. 1 dell’Accordo
Integrativo Nazionale:
 per garantire l’effettuazione degli scrutini e delle valutazioni finali: n.1 Assistente
Amministrativo e n.1 Collaboratore Scolastico;
 per il pagamento degli stipendi al personale con contratto a tempo determinato nel caso previsto
dall’Accordo Integrativo: il Direttore dei S.G.A., n. 1 Assistente Amministrativo, n.1
Collaboratore Scolastico;
 per garantire la sorveglianza dei minori durante lo sciopero del personale docente, verificare le
esigenze di servizio: i docenti in servizio dovranno garantire innanzitutto la sorveglianza dei
minori presenti in istituto e, in secondo luogo, se la situazione lo permette, garantire il corretto
svolgimento delle lezioni.
Il Dirigente Scolastico comunica al personale interessato ed espone all’albo della scuola l’ordine di
servizio con i nominativi del personale obbligato ad assicurare i servizi minimi.
Nella comunicazione del personale da obbligare, il Dirigente Scolastico indicherà in primo luogo i
lavoratori che abbiano espresso il loro consenso (da acquisire comunque in forma scritta),
successivamente effettuerà un sorteggio escludendo dal medesimo coloro che fossero già stati
obbligati al servizio in occasioni precedenti.
In materia di esercizio del diritto allo sciopero si fa riferimento alla legge 146/90, integrata dalla
legge 83/2000, le quali dettano norme ad assicurare i servizi essenziali nei settori di pubblica utilità.
In occasione di ogni sciopero, il D.S. invita in forma scritta il personale docente a rendere
comunicazione volontaria circa l’adesione allo sciopero entro il quinto giorno dalla sua
effettuazione, al fine di valutare l’entità di riduzione del servizio, determinare il contingente minimo
per garantire le attività essenziali, comunicare alle famiglie e all’USP le modalità di funzionamento
o la sospensione delle attività didattiche.
Ai sensi del comma 2 dell’art.2 della legge 146/90, il D.S. comunica al personale interessato ed
espone all’albo della scuola l’ordine di servizio con i nominativi del personale obbligato ad
assicurare i servizi minimi previsti dal comma 1 dello stesso articolo. Il D.S. individuerà in primo
luogo i lavoratori che abbiano espresso il loro consenso, successivamente effettuerà un sorteggio.
Questi sono tenuti alle prestazioni indispensabili e sono esonerati dallo sciopero stesso per
garantirne la continuità.
I docenti che non aderiscono allo sciopero dovranno assicurare le prestazioni per le ore di lavoro
previste, per cui:
· possono essere chiamati a cambiare orario se preventivamente informati;
· possono essere chiamati a cambiare classe per assicurare la mera sorveglianza agli alunni
· garantire il corretto svolgimento delle lezioni, se la situazione lo permette.
TITOLO TERZO – PRESTAZIONI AGGIUNTIVE DEL PERSONALE DOCENTE E ATA
Art. 14 – Collaborazione plurime del personale docente
1. Il dirigente può avvalersi della collaborazione di docenti di altre scuole – che a ciò si siano
dichiarati disponibili – secondo quanto previsto dall’art. 35 del vigente CCNL.
2. I relativi compensi sono a carico del FIS dell’istituzione scolastica che conferisce l’incarico.
Art. 15 – Prestazioni aggiuntive (lavoro straordinario ed intensificazione) e collaborazioni
plurime del personale ATA
1. In caso di necessità o di esigenze impreviste e non programmabili, il Dirigente può disporre
l’effettuazione di prestazioni aggiuntive del personale ATA, anche oltre l’orario d’obbligo,
sentito il DSGA.
2. Nell’individuazione dell’unità di personale il Dirigente tiene conto, in ordine di priorità, dei
seguenti criteri:
a. specifica professionalità
b. sede presso cui effettuare la prestazione aggiuntiva
c. disponibilità espressa dal personale
3. Il Dirigente può disporre, inoltre, l’effettuazione di prestazioni aggiuntive, costituenti
intensificazione della normale attività lavorativa, in caso di assenza di una o più unità di
personale o per lo svolgimento di attività particolarmente impegnative e complesse.
4. Le prestazioni aggiuntive devono essere oggetto di formale incarico.
5. Per particolari attività il Dirigente - sentito il DSGA - può assegnare incarichi a personale ATA
di altra istituzione scolastica, avvalendosi dell’istituto delle collaborazioni plurime, a norma
dell’articolo 57 del CCNL. Le prestazioni del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario di
altra scuola vengono remunerate con il fondo dell’istituzione scolastica presso cui sono
effettuate tali attività.
PERSONALE DOCENTE
Art. 16 Permessi brevi
1. Per questa tipologia di permessi si fa riferimento all’art. 16 del CCNL 2006_2009
2. I suddetti permessi sono da chiedersi, di norma, con almeno tre giorni di anticipo.
3. In casi straordinari in cui non sia possibile rispettare il preavviso, la concessione è data dal DS
solamente se è possibile fare la sostituzione.
Art. 17 Permessi per l’aggiornamento da parte del personale
Si fa riferimento al CAPO VI art. 63 e 64 del CCNL 2006-2009
Art. 18 Orario di servizio del personale docente durante i periodi
di interruzione delle lezioni delle lezioni
Durante tutti i periodi di interruzione delle lezioni, il personale docente è tenuto a prestare servizio
in tutte quelle attività programmate e deliberate dal Collegio dei docenti ai sensi dell’art. 29 del
CCNL 2006-2009
TITOLO QUARTO
Organizzazione e orario di lavoro del personale ATA
Art. 19 Orario di lavoro
1. L’orario di lavoro giornaliero dei collaboratori scolastici si articola in 36 ore settimanali su 6
giorni.
2.L’orario dei collaboratori scolastici è flessibile in considerazione degli impegni collegiali.
3. L’orario di lavoro giornaliero del personale di segreteria si articola in 36 ore settimanali su 6
giorni dalle ore 8.00 alle ore 14.00.
Art. 20 Disposizioni organizzative inerenti il servizio
L’orario di servizio nei plessi “Bersagliere Urso”- “Don Bosco”- e “Dom. Savio”: 7,45-13,45 (i°
turno)- 10,15-16,15 (2° turno).
L’orario di servizio nei plessi di scuola dell’infanzia “San Francesco e “Cap. Vaccaro”: 8,00-14,00
(1° turno)- 11,00-17,00 (2° turno)
Art. 21 Chiusura nei prefestivi e nei giorni di sospensione attività didattica
1. Nei periodi di interruzione delle attività didattiche e nei prefestivi, nonché nei giorni di sabato dei
mesi di luglio-agosto è possibile la chiusura della scuola.
2. Tale chiusura è disposta dal D.S., su delibera del Consiglio d’Istituto, quando lo richiede più del
50% del personale ATA in organico.
3. Della chiusura della scuola deve essere dato pubblico avviso e comunicato all’Ufficio scolastico
Territoriale
4. Il personale può coprire le giornate di chiusura oltre che con giorni di ferie, con lavoro
straordinario.
5.La programmazione del recupero viene concordata con il personale interessato.
TITOLO QUARTO - TRATTAMENTO ECONOMICO ACCESSORIO
CAPO I - NORME GENERALI
Art. 22 – Limiti e durata dell’accordo
Il presente accordo riguarda le materie oggetto di contrattazione decentrata di Istituto relativamente
all’impiego delle risorse finanziarie riferite al fondo di Istituto e ad ogni altra risorsa a qualsiasi
titolo pervenuta nella disponibilità dell’Istituto che venga parzialmente o totalmente impiegata per
corrispondere compensi, indennità o quant’altro al personale in servizio presso l’istituto stesso.
Il presente accordo ha validità per l’anno scolastico 2014/15
Art.23 – Finalizzazione delle risorse del FIS
1. Coerentemente con le previsioni di legge, le risorse del FIS devono essere finalizzate a
retribuire funzioni ed attività che incrementino la produttività e l’efficienza dell’istituzione
scolastica, riconoscendo l’impegno individuale e i risultati conseguiti.
Art. 24 – Risorse
1. Le risorse disponibili per l’attribuzione del salario accessorio sono costituite da:
a. stanziamenti previsti per l’attivazione delle funzioni strumentali all’offerta formativa;
b. stanziamenti previsti per l’attivazione degli incarichi specifici del personale ATA;
c. stanziamenti del Fondo dell'Istituzione scolastica annualmente stabiliti dal MIUR;
d. eventuali residui del Fondo non utilizzati negli anni scolastici precedenti;
e. altre risorse provenienti dall'Amministrazione e da altri Enti, pubblici o privati, destinate a
retribuire il personale della istituzione scolastica, a seguito di accordi, convenzioni od
altro;
f. fondi PON;
g. eventuali contributi dei genitori.
Art.25– Calcolo delle risorse
Per le risorse per l’E.F. 2014/15 si contratta sul MOF, come da tabella sotto riportata. Docenti di
organico di diritto n.75
Personale A:T:A: n. 17
Punti di erogazione 09
TOTALE MOF (lordo dipendente) Euro 41.521,64
Economie a.p. (lordo dipendente) +Euro 53.673,16
Indennità di direzione (lordo dipendente) -Euro 4.110,00
TOTALE (lordo dipendente) Euro 91.084,79
Art. 26 – Criteri per la suddivisione del Fondo dell’istituzione scolastica
1. Le risorse del fondo dell’istituzione scolastica, sono suddivise tra le componenti professionali
presenti nell’istituzione scolastica sulla base delle esigenze organizzative e didattiche che
derivano dalle attività curricolari ed extracurricolari previste dal POF, nonché dal Piano annuale
delle attività del personale docente, dal Piano annuale di attività del personale ATA. A tal fine
il budget viene così ripartito:
-per le attività del personale docente il 70% del fondo - €. 63.759,353 L.D
-per le attività del personale ATA il 30% del fondo - €. 27.325,437 L.D.
Eventuali somme, impegnate ma non utilizzate, confluiscono nella dotazione contrattuale dell’anno
scolastico successivo.
Art. 27 – Stanziamenti
1. Al fine di perseguire le finalità di cui all’articolo 16, sulla base della delibera del Consiglio
d’istituto, di cui all’art. 88 del CCNL e del Piano Annuale, il fondo d’istituto destinato al personale
docente è ripartito, come segue, tra le aree di attività di seguito specificate:
a. supporto alle attività organizzative (collaboratori del dirigente, figure di presidio ai plessi,):
€ 7.250,50 L.D.
b. supporto alla didattica (responsabili gruppi di lavoro e referenti di progetto): € 14.192,50
L.D.
c. progetti e attività di arricchimento dell’offerta formativa € 23.357,50 L.D.
ACCANTONAMENTO € 18.878,853 L.D.
2. Allo stesso fine di cui al comma 1 vengono definite le aree di attività riferite al personale ATA,
a ciascuna delle quali vengono assegnate le risorse specificate:
Assistenti Amministrativi
Lavoro straordinario, carichi di lavoro ed €.8750,00 L.D. accant.2.186,79
Collaboratori scolastici
Lavoro straordinario, carichi di lavoro ed eventuali progetti €. 13116,00 L.D. acc. 3179,00
TOTALE ATA €. 27.325,437
Le ore aggiuntive oltre l’orario ordinario non remunerate con il fondo, verranno compensate con ore
libere o con eventuali permessi, anche cumulabili in giornate libere.
Funzioni aggiuntive Collaboratori Scolastici
Le funzioni aggiuntive previste dall’art. 47 sono quattro, si propongono le seguenti attività:
Assistenza all’handicap
Il totale previsto per tali funzioni è di €. 1.530,72 L.D.
Il pagamento avverrà in base al lavoro effettivamente svolto
Incarichi funzioni strumentali per il personale docente
Le risorse economiche previste per questi incarichi sono €. 3.774,62 L.D.
Il collegio dei docenti nella seduta 15 SETTEMBRE 2014 ha deliberato di attivare n. 2 incarichi. Il
compenso proposto per ciascuna funzione sarà quello previsto dalla normativa vigente.
In caso di assenze superiori a 30 giorni i docenti incaricati delle funzioni strumentali e il personale
A. T. A. con incarichi specifici possono essere sostituiti.
In caso di assenza la quota complessiva di flessibilità spettante sarà attribuita in misura
proporzionale ai giorni di effettiva presenza, calcolati rispetto al totale di giorni 165 di lezione (33
settimane di 5 gg.).
I docenti che ricoprono gli incarichi suddetti hanno titolo a conseguire i compensi solo in misura
corrispondente alle attività effettivamente svolte ed ai risultati concretamente conseguiti.
TITOLO QUINTO – ATTUAZIONE DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI
SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
Art. 1- Norme in vigore
In materia di sicurezza valgono le norme previste dal D.Lgs 626/94, dal D.Lgs 242/96, dal D.M.
292/96, dal D.M. 382/98, dal D.M. 81/08 e entro quanto stabilito dal CCNL/07.
Art. 2 - RLS
Nell’unità scolastica viene eletto o designato nell’ambito della RSU il Rappresentante dei
Lavoratori per la Sicurezza (RLS).
I RSPP e il RLS segnalano al D.S. ogni situazione che costituisca pericolo per l’incolumità del
personale e degli alunni relativamente alle strutture, agli impianti e alle mansioni.
Il D.S. indice almeno una volta all’anno una riunione di prevenzione e protezione dei rischi alla
quale partecipano i RSPP e il RLS.
Art. 3- Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (R.L.S.)
La R.S.U. comunicherà al D.S. il nominativo del soggetto individuato, al suo interno, come R.L.S.,
tale comunicazione sarà aggiornata nel momento in cui dovesse esserci una sostituzione di persona.
Per l'espletamento dei compiti previsti il R.L.S. utilizzerà, il monte ore in quanto R.S.U., per:
- consultazione preventiva e tempestiva in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione,
programmazione e verifica della prevenzione nell'azienda o unità produttiva; consultazione sulla
designazione degli addetti al servizio di prevenzione, all'attività di prevenzione incendi, al pronto
soccorso, all'evacuazione dei lavoratori.
- consultazione in merito all'organizzazione della formazione;
- frequenza di corsi per una formazione adeguata
- formulazione delle osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità
competenti;
- partecipazione alla riunione periodica
Art. 4 - Compiti del R.L.S.
I soggetti sindacali e il R.S.L. firmatari del presente contratto hanno diritto ad accedere ai locali
dell'Istituto, previa comunicazione al D.S., anche durante le ore di servizio, salvaguardando le
attività di docenza e scolastiche in genere.
Le visite potranno essere effettuate congiuntamente al responsabile del servizio di prevenzione e
protezione.
Il D.S. consulterà preventivamente il R.L.S. per:
- la designazione del responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione;
- la valutazione del piano dei rischi;
- la realizzazione e verifica della prevenzione nell'istituto;
- l'organizzazione dei corsi di formazione;
- la sicurezza afferente all'igiene e alla salute dei lavoratori e dei discenti.
Il D.S. terrà conto delle proposte ed opinioni formulate, provvederà alla verbalizzazione della
consultazione e assumerà in piena autonomia e responsabilità le scelte che, qualora dovessero essere
difformi dalle proposte, dovranno essere motivate.
Art. 5- Informazione
Il R.L.S. dovrà essere convocato con almeno 5 giorni di anticipo per le riunioni periodiche di
protezione rischi e deve essere messo in condizione di parteciparvi effettivamente e proficuamente
anche con la consegna di atti e documenti sulle materie poste all'ordine del giorno. Qualora il R.L.S.
rilevi una situazione di rischio o di variazione delle condizioni di sicurezza, può chiedere che venga
convocata immediatamente la riunione.
Art. 6 – Obblighi del Dirigente Scolastico in materia di sicurezza
Il Dirigente Scolastico, in qualità di datore di lavoro individuato ai sensi del D. M. 292/96, ha i
seguenti obblighi in materia di sicurezza:
- adozione di misure protettive in materia di locali, strumenti, materiali, apparecchiature,
videoterminali, valutazione dei rischi esistenti;
- elaborazione di un apposito documento nel quale siano esplicitati i criteri di valutazione seguiti, le
misure e i dispositivi di prevenzione adottati, il programma di successivi miglioramenti;
- designazione del personale incaricato di attuazione delle misure;
- pubblicazione, informazione e formazione rivolti a favore degli studenti e del personale scolastico
da organizzare compatibilmente con ogni altra attività sia per aggiornamento periodico che per
informazione e formazione iniziale dei nuovi assunti.
Art. 7 – Obblighi del personale docente e A. T. A. in materia di sicurezza
1. Il personale docente e A. T. A. è tenuto al rispetto puntuale di tutte le disposizioni contenute nel
Piano di evacuazione predisposto dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. A tal
proposito le parti concordano nel ritenere obbligatorio per gli insegnanti anteporre le esigenze della
sicurezza in classe e in tutti gli altri spazi in cui si svolge l’attività scolastica a quelle della didattica,
mantenendo inalterata la sistemazione dei posti degli alunni e dell’arredo data dal R. S. P. P.
2. Il personale è tenuto, altresì, a frequentare corsi di formazione sulle tematiche fondamentali della
sicurezza, proposti e/o organizzati dalla scuola.
3. Gli insegnanti e il personale A. T. A. che hanno assunto l’incarico di ‘figura sensibile’ sono
tenuti ad esercitare con scrupolo e costanza i compiti affidati a ciascuno.
4. Tutto il personale in servizio è tenuto a segnalare al Dirigente Scolastico eventuali condizioni di
pericolo di cui viene a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell'ambito delle
proprie competenze e possibilità, per eliminare o ridurre tali deficienze o pericoli, dandone notizia
al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.
5. La presenza alle riunioni periodiche indette per loro è obbligatoria.
Art. 8 - Le figure sensibili
1. Per ogni sede scolastica sono individuate le seguenti figure:
- addetto al primo soccorso
- addetto al primo intervento sulla fiamma
2. Le suddette figure sono individuate tra il personale fornito delle competenze necessarie e
saranno appositamente formate attraverso specifico corso
3. Alle figure sensibili sopra indicate competono tutte le funzioni previste dalle norme di
sicurezza.
4. Alle figure sensibili viene destinato un budget gravante sul Fondo dell’istituzione scolastica
Art. 9 - Norme di sicurezza
Il personale Ata deve conoscere la normativa di sicurezza relativa agli aspetti generali e a quelli
specifici della propria attività. Deve segnalare qualunque comportamento non conforme alla
normativa e qualsiasi pericolo insito in installazioni, impianti, edifici.
Le aperture di sicurezza devono essere utilizzate solo in caso di emergenza. Il D.S. segnalerà agli
organi competenti qualunque evento difforme dalla normativa.
Ai sensi della legge 16 gennaio 2003, n.3, art. 51, tutela della salute dei non fumatori, del decreto
legge 9 novembre 2004, n. 266 e della circolare del Ministero della salute 17 dicembre 2004 –
indicazioni interpretative e attuative dei divieti conseguenti all’entrata in vigore dell’art. 51 della
legge 116. gennaio 75, è vietato fumare in tutti i locali della scuola (ingresso, corridoi, guardiola,
bagni,…)
Tutto il personale in servizio è tenuto a segnalare al Dirigente Scolastico eventuali condizioni di
pericolo di cui viene a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell'ambito delle
proprie competenze e possibilità, per eliminare o ridurre tali deficienze o pericoli.
La presenza alle riunioni periodiche indette per loro è obbligatoria.
Art. 10 – Il servizio di prevenzione e protezione
1. Il Dirigente Scolastico, in quanto datore di lavoro, organizza il servizio di prevenzione e
protezione.
Per tale compito può incaricare uno tra i dipendenti in possesso di attitudini e capacità adeguate;
qualora nessuno di loro fosse in possesso dei requisiti necessari o disponibile ad assumere
l’incarico, il Dirigente Scolastico può avvalersi di un esperto esterno alla scuola, in possesso dei
requisiti previsti dalla legge.
2. I lavoratori designati, docenti e ATA, devono essere in numero sufficiente, possedere le capacità
necessarie e disporre di mezzi e di tempo adeguati per lo svolgimento dei compiti assegnati. Essi
non possono subire pregiudizio a causa dell'attività svolta nell'espletamento del loro incarico.
Art. 11 – Documento sulla valutazione dei rischi
1. Il documento sulla valutazione dei rischi è redatto dal Dirigente Scolastico che può avvalersi
della collaborazione di esperti degli enti locali proprietari dell'edificio o esperti preposti alla tutela e
sicurezza dei lavoratori.
2. Il documento viene revisionato annualmente per tener conto delle eventuali variazioni.
Art. 12 – Rapporti con gli enti locali proprietari
1. Per gli interventi di tipo strutturale ed impiantistico deve essere rivolta all’ente locale proprietario
dei locali scolastici la richiesta formale di adempimento motivandone l’esigenza soprattutto per
quanto riguarda la sicurezza.
2. In caso di pericolo grave ed imminente il Dirigente Scolastico adotta i provvedimenti di
emergenza resi necessari dalla contingenza ed informa tempestivamente l’ente locale. L’ente locale
con tale richiesta formale diventa responsabile ai fini della sicurezza a termini di legge.
NORME TRANSITORIE E FINALI
Art. 1– Clausola di salvaguardia finanziaria
1. Qualora, sulla base delle clausole contrattuali, si verifichi uno sforamento del fabbisogno
rispetto alla disponibilità finanziaria accertata, il Dirigente utilizza il fondo di riserva.
2. Nel caso in cui l’accertamento dell’incapienza del FIS intervenga quando le attività previste
sono state già svolte, il dirigente dispone, previa informazione alla parte sindacale, la riduzione
dei compensi complessivamente spettanti a ciascun dipendente nella misura percentuale
necessaria a garantire il ripristino della compatibilità finanziaria.
Art. 2– Natura premiale della retribuzione accessoria
1. Coerentemente con quanto previsto dalle vigenti norme di legge, i progetti per i quali è previsto
un compenso a carico del FIS devono rendere espliciti preventivamente gli obiettivi attesi, la
misura del loro raggiungimento e gli indicatori che saranno utilizzati per la verifica.
2. La liquidazione dei relativi compensi avverrà a consuntivo e previa verifica della
corrispondenza sostanziale fra i risultati attesi e quelli effettivamente conseguiti.
3. In caso di mancata corrispondenza, il Dirigente dispone – a titolo di riconoscimento parziale del
lavoro effettivamente svolto – la corresponsione di un importo commisurato al raggiungimento
degli obiettivi attesi.
Letto approvato e sottoscritto
FIRME
Rappresentante della Parte Pubblica
DIRIGENTE SCOLASTICO Firma
Dott.ssa Brigida Lombardi F.to il D.S. Brigida Lombardi
La rappresentanza Sindacale unitaria
SNALS Amato Angelo Firma F.to Amato Angelo
CGIL-Scuola Firma
CISL scuola Scariano Giuseppa
Cassaro Salvatore
Firma F.to Scariano Giuseppa
F.to Cassaro Salvatore
UIL-scuola Firma