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Codice disciplinare e codice di condotta

Secondo quanto previsto dall’art. 55, c. 2, del D. Lgs 165/01, come modificato dall’art. 68 del D. L.gs 150/09, si dispone la pubblicazione sul sito di questa Istituzione scolastica del codice disciplinare per il personale del comparto scuola, recante l’indicazione di infrazioni e sanzioni.
La pubblicazione in parola equivale ad ogni effetto alla affissione all’Albo delle sedi di lavoro.

Codice disciplinare, recante l'indicazione delle  infrazioni del codice disciplinare e relative sanzioni (pubblicazione on line in alternativa all'affissione in luogo accessibile a tutti - art. 7, l. n. 300/1970)

Codice disciplinare e codice di comportamento M.I.U.R.

D.Lgs n. 165/2001 - Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche. (GU n.106 del 9-5-2001 - Suppl. Ordinario n. 112);

D.Lgs n. 150/2009: Capo V Sanzioni disciplinari e responsabilità dei dipendenti pubblici;

CCNL - Scuola 2006-2009 (ARAN): Capo IX "Norme disciplinari personale ATA" - Allegato 1 "Schema di codice di condotta da adottare nella lotta contro le molestie sessuali" - Allegato 2 "Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni";

D.Lgs n. 297/94: Capo IV – Disciplina personale docente

CM 88 dell’8 novembre 2010: applicazione DLgs 150 al personale della scuola (DOWNLOAD)

 
Codice di condotta inteso quale codice di comportamento

D.P.R. n. 62/2013 -  Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a norma dell'articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. (13G00104) (GU n.129 del 4-6-2013 )

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COMUNICAZIONE DEL DIRIGENTE SCOLASTICO

Si richiamano di seguito alcune disposizioni contenute nel D.P.R. n. 62/2013, anche se si ritiene che esse facciano parte del patrimonio professionale di ciascuno:

Applicabilità anche ai collaboratori e ai consulenti
Le Pubbliche Amministrazioni estendono gli obblighi di condotta previsti dal codice a tutti i collaboratori e
consulenti (con qualunque tipo di contratto) e anche alle imprese fornitrici di beni e servizi.

Principi generali
Il dipendente svolge i propri compiti nel rispetto della legge e perseguendo l'interesse pubblico; impronta la
sua azione alla massima economicità, efficienza ed efficacia. Deve anche rispettare i principi di correttezza,
buona fede, trasparenza, equità (art. 3).

Divieto di accettare regali e altre utilità
L'art. 4 prevede che il dipendente non può accettare, per sé o per altri, regali o altre utilità, salvo quelli d'uso
di modico valore effettuati occasionalmente nell'ambito delle normali relazioni di cortesia e nell'ambito delle
consuetudini internazionali. Il codice quantifica il modico valore in 150 euro.

Obblighi di astensione
L'art. 7 prevede l'obbligo per il dipendente di astenersi dal prendere decisioni o svolgere attività inerenti alle
sue mansioni in situazioni di conflitto, anche potenziale, di interessi personali, del coniuge, di conviventi, di
parenti, di affini entro il secondo grado. Il conflitto può riguardare interessi di qualsiasi natura, anche non
patrimoniali, come quelli derivanti dall'intento di assecondare pressioni politiche, sindacali o dei superiori
gerarchici.

Comportamento in servizio
Il dipendente deve utilizzare il materiale o le attrezzature di cui dispone per ragioni di ufficio e i servizi
telematici e telefonici dell'ufficio nel rispetto dei vincoli posti dall'amministrazione.

Rapporti con il pubblico
Il dipendente in rapporto con il pubblico si fa riconoscere attraverso l'esposizione in modo visibile del badge
od altro supporto identificativo messo a disposizione dall'amministrazione.
Qualora non sia competente a rispondere per posizione rivestita o per materia, indirizza l'interessato
all'ufficio e al personale competente. Risponde alle chiamate telefoniche e ai messaggi di posta elettronica
nella maniera più completa e accurata possibile (art. 12).

Tutela dell'immagine dell'amministrazione
Il dipendente si astiene da qualunque comportamento che possa nuocere all'immagine dell'amministrazione
(art. 10). Salvo il diritto di esprimere valutazioni e diffondere informazioni a tutela dei diritti sindacali, il
dipendente si astiene da dichiarazioni pubbliche offensive nei confronti dell'amministrazione (art. 12).

Comportamento in servizio
Il dipendente, salvo giustificato motivo, non ritarda e non fa ricadere su altri dipendenti il compimento di
attività di sua spettanza (art. 11).

Obblighi di riservatezza
Il dipendente osserva il segreto d'ufficio e la normativa in materia di tutela e trattamento dei dati personali
(artt. 3-12).

Responsabillità conseguente alla violazione dei doveri del codice
La violazione degli obblighi previsti da Codice di comportamento integra comportamenti contrari ai doveri
d'ufficio. Ferme restando le ipotesi in cui la violazione delle disposizioni dà luogo anche a responsabilità
penale, civile, amministrativa o contabile, essa è fonte di responsabilità disciplinare accertata all'esito del
procedimento disciplinare.

Segnalazione illeciti
Il Dirigente è tenuto a intraprendere con tempestività le iniziative necessarie, se viene a conoscenza di un
illecito (procedimento disciplinare, comunicazione alle autorità competenti).
Nel caso in cui riceva segnalazione di un illecito da parte di un dipendente, adotta ogni cautela di legge
affinché sia tutelato il segnalante e non sia indebitamente rilevata la sua identità nel procedimento
disciplinbare (art. 54-bis, D.Lgs. 165/2001).

Obbligo di comunicazione
Il dipendente, all'atto dell'assegnazione dell'ufficio, informa per scritto il Dirigente di tutti i rapporti, diretti e
indiretti, di collaborazione con soggetti privati in qualunque modo retribuiti che lo stesso abbia o abbia avuto
negli ultimi tre anni, precisando:
- se in prima persona, o i suoi parenti o affini entro il secondo grado, il coniuge o il convivente
abbiano ancora rapporti finanziari con il soggetto con cui ha avuto i predetti rapporti di
collaborazione;
- se tali rapporti siano intercorsi o intercorrano con soggetti che abbiano interessi in attivita' o
decisioni inerenti all'ufficio, limitatamente alle pratiche a lui affidate (art. 6)

Ai sensi dell'art. 5, il dipendente deve comunicare tempestivamente al Dirigente la propria adesione o
appartenenza ad associazioni od organizzazioni, a prescindere dal loro carattere riservato o meno, i cui
ambiti di interesse possano interferire con lo svolgimento dell'attività dell'ufficio. Tale comunicazione non
concerne l'adesione a partiti politici o a sindacati.


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